GLI APPUNTI: LE ARMI DELLO SCRITTORE

Saper organizzare le proprie idee è la cosa che differenzia lo scrittore professionista dal dilettante. Essere in grado di concretizzare e all'occorrenza di riassumere un'idea in maniera veloce ed efficace incide inevitabilmente sul manoscritto finale e può fare un mondo di differenza per voi e il vostro pubblico.

Ognuno ha il suo metodo per farlo, e non esiste una via migliore dell'altra. Albus Silente, il noto mago della serie Harry Potter, ha la fortuna di avere il suo Pensatoio per questo genere di cose. Noi Babbani dobbiamo arrangiarci con quello che abbiamo.

L'identikit di un Appunto

Per quanto mi riguarda, quando si tratta di organizzare e concretizzare idee, solitamente le riporto sotto forma di note o appunti. Con il passare del tempo i miei appunti hanno assunto una forma ben precisa, si sono automaticamente standardizzati e adesso riesco a gestirli meglio e più velocemente. Apportare alcuni accorgimenti al modo in cui catalogate le vostre idee potrebbe esservi utile.

Ecco alcune delle caratteristiche che ho adottato per rendere le mie idee più leggibili e facili da utilizzare:

  • Data. I miei appunti hanno una data e il luogo in cui sono stati scritti. Lo faccio per avere un'idea generica del luogo e del tempo in cui sono stati creati. Sebbene possa sembrare superficiale, vedrete nei punti successivi per quale motivo questa caratteristica tornerà immensamente utile.
  • Situazione. Se un'idea mi viene suggerita da qualcosa che sto vedendo o leggendo, oppure da una conversazione che ho avuto, riporto questo dettaglio in parentesi, alla destra della data. Questo elemento mi torna utile quando voglio farmi un'idea di come un certo concetto sia nato e per quale motivo. Mi ricorda da cosa sono stato influenzato oltre ad avere un certo, inevitabile valore sentimentale.
  • Titolo. Se il vostro è un appunto lungo o un appunto che ritenete importante, dategli un titolo quando lo avete concluso. Questo serve a rendere i vostri appunti immediatamente riconoscibili, specialmente se si tratta di appunti lunghi diverse pagine.
  • Collegamenti. Prima di iniziare il testo vero e proprio, se questo appunto è collegato in qualche modo ad un altro, io sottolineo questa particolarità mettendola in parentesi. Es: (vedi appunto intitolato "LE SCELTE DI JERYO" di Roma, 23/06/12). Questo accorgimento mi serve per riferimenti futuri e per farmi un'idea generica del tipo di argomento che sto trattando.
  • Introduzione dell'appunto. Questo è molto personale, e non ho mai sentito di una cosa del genere fatta da altri. Esiste una storia alla quale sto lavorando da talmente tanti anni che a volte, quando la riprendo, ho bisogno di far precedere l'appunto vero e proprio da un'introduzione per spiegare come questo appunto si ricolleghi al corpo della storia. Questa caratteristica è peculiare, probabilmente voi non ne avrete mai bisogno.
  • Rendetelo riconoscibile. Ogni appunto riguardante un particolare libro o una particolare storia dovrebbe essere preso su un supporto con caratteristiche precise. Se ad esempio avete iniziato ad appuntare le idee sulla vostra storia riguardante draghi e tulipani su un taccuino viola e lo finite, prendete un altro taccuino viola e continuate a scrivere di draghi e tulipani. In questo modo riconoscerete immediatamente di cosa tratta quel taccuino (Ehi, ora che ci penso, non ho mai sentito di una storia che contenesse draghi e tulipani. Dov'é il mio quaderno?)

Quale appunto?

Oltre alle caratteristiche generiche degli appunti, solitamente io li distinguo in due categorie. Questa distinzione mi aiuta quando devo rendermi conto se l'appunto può essere semplicemente adocchiato, o se è meglio leggerlo con attenzione.

  • Appunti "scrivi e fuggi". Quando mi viene in mente un semplice nome, o una sensazione, o una frase che potrebbe dire un personaggio in una certa situazione, lo scrivo semplicemente senza troppe cerimonie.
  • Appunti da "lasciar sedimentare". Questi sono i più interessanti. Se vi viene un'idea che stravolge un pezzo di trama o qualcosa che non vi aspettavate, come la morte di un personaggio, un colpo di scena, un dialogo rivelatore, una situazione imprevista, lasciate che la vostra mente vaghi per alcuni minuti e vedete dove va a finire. Non scrivete subito, lasciate le vostre idee libere di scorrere. Una volta finito, preparatevi a scrivere un bel po' di pagine.

La Rowling rivelò in un'intervista che l'idea di Harry Potter le venne proprio in questo modo, mentre stava viaggiando in un treno. Ricordo che disse che, ripensandoci, fu fortunata a non avere una penna per scrivere le proprie idee. "Harry e la maggior parte dei personaggi principali nacquero nello spazio di quel viaggio", riporta l'autrice. La Rowling lasciò le sue idee libere di scorrere e la sua fantasia la servì bene quel giorno. Se avesse avuto una penna con la quale scrivere, probabilmente Harry Potter sarebbe diverso e tutti noi avremmo perso qualcosa.

Come trattare gli appunti

Gli appunti sono come le chiavi della vostra macchina: se non le trovate, non potete accendere il motore e non andate da nessuna parte. A volte sono frustranti, altre inutili, ma sono anche le fondamenta del vostro racconto. Appunti numerosi, ben organizzati e di qualità possono fare la differenza tra un libro discreto e uno fantastico.

Alcune cose da tenere a mente se volete massimizzare i vostri sforzi:

  1. Non importa cosa state facendo, se l'idea vi sembra buona, scrivetela, non lasciate passare troppo tempo (se vi siete svegliati con questa idea, fate uno sforzo e non ritornate a dormire: alzatevi e scrivetela).
  2. Siate consapevoli di questo: molto probabilmente più del 50% di quello che scriverete negli appunti, non farà parte del manoscritto finale. È qui che la cosa si fa interessante. Infatti, non puoi mai essere certo quale "50%" dei tuoi appunti ha davvero fatto la differenza. Trattateli come i letti dei fiumi setacciati in California nel diciannovesimo secolo, quando la febbre dell'oro attirava legioni di persone. La maggior parte di quello che trovavano era fango, ma le pepite d'oro hanno fatto ricche molte persone.
  3. Non vi affezionate troppo a certi appunti se vedete che non entrano bene nel grande ritratto del racconto. Lasciateli andare, tenendo conto che potreste sempre utilizzare quelle idee in storie future.
  4. Ricordate: per ogni storia, un modo per riconoscerla. Cercate di contraddistinguerla, specialmente se state lavorando a diversi progetti allo stesso tempo. Date un segno caratteristico alla vostra raccolta di appunti, come un colore o un nome particolare. Vi farà risparmiare parecchio tempo, fidatevi.
  5. Se vi portate avanti una o più storie da anni, probabilmente avrete un mucchio di appunti. Se siete all'antica come me, probabilmente avrete oceani di carta cui badare. Se è così, è molto importante che questi appunti vengano catalogati e trasformati in formato elettronico perché durino e siano più facili da leggere. Usate un word processor per copiarli dalla versione cartacea a quella elettronica. In futuro creerete una sorta di catalogo che vi tornerà incredibilmente utile.

Domanda: E tu, come organizzi le tue idee? Ci sono altri modi per catalogarle in maniera efficace? Fammi sapere lasciando un commento!

(Originariamente pubblicato su MicheleAmitrani.com)