6 CONSIGLI PER CREARE UN PERSONAGGIO INDIMENTICABILE

Creare dei personaggi credibili, far in modo che il pubblico ami, odi, disprezzi, capisca, si immedesimi o adori una serie di parole intervallate qua e là da segni di punteggiatura è una vera e propria impresa. Per molti scrittori, una vera e propria maledizione.

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Per quanto mi riguarda, uno dei personaggi più complessi che abbia mai creato è stato un vampiro con problemi esistenziali, quando scrissi il mio primo romanzo fantasy. Il più delle volte una persona come me (masochista) si mette in una situazione in cui deve creare un personaggio credibile con caratteristiche del tutto aliene, come, appunto, un vampiro con problemi esistenziali.

Il sottoscritto non è mai stato un vampiro e non ha mai avuto problemi esistenziali (quella volta in cui la Mediaset sospese Dragon Ball Z per ben tre giorni consecutivi ci andai vicino, ma penso di essermi ripreso bene da quel triste avvenimento) eppure alla fine me ne uscì con un personaggio non perfetto, ma quantomeno credibile.

Come si fa a creare un buon personaggio (specialmente con un carattere che non potremo mai sperimentare personalmente) da una semplice successione di lettere? Dipende. Per quanto riguarda me, quando devo descrivere un tipo di personalità che non conosco, generalmente leggo, guardo video, documentari, parlo con amici, conoscenti o persone che credo abbiano suggerimenti utili, faccio insomma di tutto per avere un'idea approssimativa di come una determinata persona si comporterebbe in una certa situazione. Raramente riesco a creare uno dei miei personaggi senza fare un mucchio di ricerche prima (Hiroto Takahashi, il protagonista del mio racconto breve "Quando gli uomini sognavano petrolio", oppure Lena Maruishi, il personaggio principale del mio libro di fantascienza "Pelargonium", sono delle notevoli eccezioni a questa regola).

Pensate a George R.R. Martin, il famoso scrittore del Trono di Spade (Game of Thrones, nella sua veste originale). Mi rimarrà sempre impressa un'intervista nella quale l'autore statunitense spiega come ha descritto Bran (segue Spoiler), un bambino che in seguito ad una caduta perde l'uso delle gambe.

Ovviamente Martin non ha mai perso l'uso delle gambe, ma non lo direste, dal modo incredibilmente accurato con cui descrive Bran. Si scopre nell'intervista che Martin ha intrattenuto una fitta corrispondenza con persone immobilizzate dalla vita in giù per avere un'idea dettagliata delle emozioni che una persona in quello stato deve provare. Grazie a loro e a molte ricerche, è uscito fuori Bran.

Vedete dunque che anche i migliori hanno bisogno di aiuto, di modelli da seguire, di inspirazione e di informazioni. Oltre a ciò, aiuta molto fare esercizio. L'uso della punteggiatura, pause e sospensioni nel momento giusto, descrizioni e frasi a effetto sono componenti che contribuiscono allo spessore di qualsiasi personaggio o gruppo di personaggi che si rispettino. Una virgola al punto giusto può fare davvero la differenza.

Chiedi allo Psicopatico

Quando stavo pensando a questo post, mi sono immediatamente chiesto: se dovessi portare l'esempio di un personaggio conosciuto da tutti, magari un famoso personaggio del cinema, chi potresti utilizzare per creare un esempio di quanto vai dicendo? Ovvero, se dovessi descrivere con parole tue una scena in cui compare un personaggio carismatico ma molto diverso da te, chi sceglieresti? Io, che ho un debole per i caratteri deviati, difficili da capire e impossibili da descrivere, ho immediatamente pensato all'unica persona che, secondo me, avesse tutte queste caratteristiche: Joker, lo psicopatico calcolatore arcinemico di Batman.

Io posso essere strano, a volte vado su di giri, vedo cose che esistono solo nella mia testa (sta zitto, piccolo dodo peloso che saltelli sulla mia spalla!) ma non sono psicopatico. Per questo motivo tentare di descrivere l'interpretazione oscar di Heath Ledger, nella famosa "scena della matita" (che trovate qui sotto), è stato per me un interessante esercizio e spero sia un modo intelligente per mostrarvi un po' più dettagliatamente che cosa intendo.

Quello che segue è un tentativo del tutto personale di trasformare la famosa scena del film, "The Dark Knight", in semplici righe di testo.


Quando venne aperta, la porta cigolò in modo sinistro.

"Ha-ha-ha-ha-ha-haa-ha-ha-ha-ha-ha-ha...Ho-hi-ha-haa-haa-ha. E io che pensavo che le mie battute fossero stupide." Joker si avvicinò ai presenti, scuotendo la testa e guardandoli con disappunto.

"Dammi una ragione per non dire ai miei uomini di staccarti la testa!" fece uno dei boss, un uomo di colore alto e robusto. Fissava il clown con odio e disprezzo al tempo stesso, incapace di togliergli gli occhi di dosso.

"Ti va bene un trucchetto di magia?" Joker infilò una matita nel tavolo. "Adesso questa matita la faccio...sparire!"

Uno degli scagnozzi si alzò e fece per prendere il clown, ma non fu abbastanza veloce. Joker schivò il pugno e gli sbatté la testa sul tavolo, esattamente dove aveva messo la matita. "TA-DAAA! Ecco...è...andata. Ah, e il vestito, non è da due soldi. Dovreste saperlo, lo avete pagato."

Il gangster scattò in piedi.

"Siediti," disse il russo, indicando il loro ospite. "Voglio sentire sua proposta."

L'uomo di colore fissò Joker; Joker indicò il russo. Ci fu un attimo di silenzio, quindi si rimise seduto, stringendo i pugni e continuando a fissare l'intruso con occhi iniettati di sangue.

"Rimettiamo gli orologi indietro di un anno." Joker guardò il soffitto e scrollò le spalle, quindi continuò. "Questi poliziotti e avvocati non osavano sfidare neanche uno di voi." Il clown lasciò che le sue parole aleggiassero nella stanza. Scosse la testa, come se gli stesse sfuggendo qualcosa. "M-ma allora, cosa è successo? V-vi sono cadute le palle? Mhm? Vedete, un uomo come me..."

"Un mostro," lo interruppe il boss di colore. Risate gli fecero eco.

"Un uomo come me..." continuò Joker, fissando il tavolo. Poi riprese. "Ecco, sentite. Io, lo so perché voi scegliete di fare, le vostre...Mph, sedutine di terapia di gruppo in pieno giorno. So perché avete paura di uscire la notte." Silenzio. Joker guardò tutti i presenti. "Batman", disse alla fine, quasi sputando l'ultima parola. "È che Batman ha mostrato a Gotham la vostra vera natura, purtroppo. Dent? Lui è solamente l'inizio." Joker indicò d'un tratto il televisore. "E-e-e-e per quanto riguarda e-emh...il televisore, il piano del cinese...Batman non conosce giurisdizioni, lo troverà in qualche modo e lo spremerà! So riconoscere uno che si fa spremere a prima vista, eeemh..."

"Che cosa proponi?" chiese il russo, evidentemente incuriosito.

"E semplice, " rispose Joker, toccandosi distrattamente i capelli sporchi, un groviglio di lacci color acido e fango, "dobbiamo, uccidere Batman."

Altre risate.

"Se è così semplice allora perché non l'hai già fatto?" gli chiese il mafioso italiano, con voce di sfida.

"Se sei bravo a fare una cosa mai farla gratis," Joker ribatté immediatamente.

"Quanto vuoi?" chiese il russo.

Joker si mosse sulla sedia. "Eee...la metà!"

"Tu sei pazzo." L'uomo di colore avrebbe chiaramente voluto scorticarlo vivo. Le sue pupille erano immobili, due pezzi di carbone fissi sulla preda.

"No, per niente," rispose Joker, abbassando la voce, fissandolo per la prima volta negli occhi. "No, per n-i-e-n-t-e," ripeté, continuando a sostenere il suo sguardo e facendo un buffo suono con la bocca. " Se noi non, ce ne occupiamo subito...Adesso! Presto...il piccolo aaa-gamble, qui," ed indicò il gangster, "non troverà più neanche un nichelino per nonna gamble..."

Il boss sbatté una mano sul tavolo. "QUESTO CLOWN PARLA TROPPO!"

Si alzò di scatto.

"A-ta-ta-ta-ta-ta!" cantilenò Joker, rivelando una serie di ordigni esplosivi sotto la giacca. Immediatamente tutti i presenti si allontanarono. "Vediamo di non far scoppiare...un gigantesco pasticcio."

"Pensi di poterci rapinare e passarla liscia?" gli latrò contro il gangster.

"Si?" rispose con disinvoltura Joker.

"Spargete la voce!" urlò l'uomo, fuori di sé dalla rabbia. "Io lo pago, 500.000 dollari per la testa del clown! Un milione se è vivo, così posso insegnargli le buone maniere."

Joker indicò i presenti, come se stesse parlando a un gruppo di scimmie particolarmente ottuse. "Allora, sentite. Perché non mi date un colpo di telefono quando volete cominciare a prendere le cose un po' più seriamente? Vi lascio...il mio, biglietto. Mhm-mhmm."

Joker sparì nelle cucine, lasciando dietro di se una porta cigolante, sguardi perplessi e un conto in sospeso.


Sei Consigli da Seguire per Creare il Vostro Joker

Heath Ledger ha creato un personaggio immortale con la sua interpretazione impeccabile ma neanche lui è mai stato uno psicopatico assassino. Un bravo attore, come un bravo raccontastorie, ha bisogno di pratica ed esercizio per migliorare la tecnica. Ecco alcuni consigli per far in modo che i dialoghi dei vostri personaggi li rendano più vivi e a "tutto tondo".

  1. Leggete. Tanto. Non solo libri e non solo il vostro genere preferito. Leggete di tutto e di più: cartelloni stradali, forum, messaggi pubblicitari, etichette dello shampoo, quarte di copertina prese a caso, insomma, leggete.
  2. Ripetere più volte l'esercizio che ho fatto con Joker, potrebbe essere utile per alcuni. Provate. Se avete un personaggio che avete imparato a conoscere molto bene, al quale siete appassionati, prendete una scena in cui si trova e provate a riprodurla in qualche paragrafo.
  3. Le prime volte il risultato non vi incoraggerà a continuare. Ascoltate bene. Se la vostra speranza è diventare R.R. Martin dopo un paio di volte, buona fortuna. It's not gonna happen. Esercizio, costanza, esercizio, costanza, esercizio, costanza ecc, ecc, ecc, è la via da intraprendere. Aspettatevi molti fogli appallottolati prima di un botta e risposta decente, che non vi faccia accapponare la pelle.
  4. Quando pensate di aver creato il personaggio del secolo, prima di stappare lo champagne, fate leggere il vostro lavoro a qualcuno che credete possa darvi un giudizio imparziale. Potreste rimanere sorpresi da opinioni terze.
  5. Esercitatevi con diversi personaggi e diverse personalità. Fidatevi, andando avanti col tempo potreste dover entrare nella mente di adolescenti viziati, eroi immortali, draghi, postini, avvocati senza scrupoli, divinità millenarie e onniscienti, profeti, donne in carriera, lupi mannari, centometristi, gelatai, piloti di astronave, psicopatici, politici corrotti, bugiardi (no, non è un caso che venga immediatamente dopo politici corrotti), androidi con cervelli positronici, gnomi, fidanzati disonesti, polli parlanti, dodi che ti camminano sulla spalla...
  6. Si può sempre migliorare. Non esiste il dialogo o il personaggio perfetto. Esiste solo il vostro stile, e quanta energia siete disposti a spendere per continuare ad affinarlo fino alla fine dei tempi.

Domanda: E tu? Qual è il tuo problema maggiore quando si tratta di creare il tuo personaggio? Hai un personaggio preferito? Cosa lo rende speciale? Fammi sapere, lasciando un commento qui sotto.

(Originariamente pubblicato su MicheleAmitrani.com)